Manifesto del Corriere delle Dame 4.0



Manifesto del Corriere delle Dame 4.0

“Prendi tua figlia, portala a Siracusa, siediti sui gradoni del teatro greco e insegnale lo splendore della disobbedienza. È rischioso, ma è più rischioso non farlo mai.”

Recita così la traduzione di Ettore Romagnoli della mitologica Antigone di Sofocle, una delle figure femminili della tragedia greca che più si adatta a descrivere l’intento coraggioso che il Corriere Delle Dame vuole portare avanti nel panorama editoriale web italiano.

1. Antigone, dal greco antigonos, anti-gonos letteralmente “nata in sostituzione (di)”. Il Corriere delle Dame è stato un periodico settimanale italiano di otto pagine dedicato a moda, costume, attualità, arti e politica, fondato dalla scrittrice e giornalista Carolina Arienti Lattanzi e dal marito Giuseppe Lattanzi. Della Lattanzi - donna colta e istruita nella Milano di fine ‘800 nonché femminista ante-litteram - vogliamo ricordare non solo il lavoro giornalistico di diffusione del sapere, ma anche la sua lotta politica in favore dell’emancipazione femminile.

Celebre il discorso pronunciato nel 1797 Della Schiavitù delle Donne, in occasione dell’avvento della Repubblica Cisalpina, in cui - criticando l’educazione genitoriale impartita alle figlie femmine in quell’epoca - si rivendicavano maggiori diritti per queste ultime. Diritti in fatto di patrimonio e divorzio, in un momento in cui le donne si trovavano condizionate, prima al cospetto di padri padroni e poi, giunte alla giusta età per procreare, all’interno di matrimoni soffocanti, senza possibilità di impiego o realizzazione altra da quella familiare.

La scrittrice non chiedeva esclusivamente parità di diritti per le donne, ma anche doveri, auspicando una rivoluzione sociale che partisse dalle istituzioni, costituite solo ed esclusivamente da uomini.

Sono passati più di duecentoventi anni da quel discorso pronunciato a Mantova e noi oggi con entusiasmo e grande volontà vogliamo far rivivere una testata di grande spessore culturale dedicata a tutte le donne che si sentono libere di esserlo. In un Paese che ha sinceramente bisogno sia di donne che di buona editoria, libera ed indipendente.

2. “Prendi tua figlia, portala a Siracusa e siediti sui gradoni del teatro greco”
Le donne, che siano o meno madri, sono tutte - per natura - figlie.
A noi - quelle figlie sedute ad apprendere sui gradoni di pietra del teatro siracusano - piace chiamarle Dame. Ogni Dama, cercando il suo posto nel mondo, porta con sé il suo tempo, la sua storia, la sua aspirazione, la sua priorità e i suoi valori, ai quali resta fedele ad ogni costo.

Le Dame del Corriere non sono schierate: la nostra idea è far convergere ogni singolare diversità in un unico punto d’incontro, per arrivare a definire - attraverso le storie quotidiane - cosa significa essere donna nel XXI Secolo.

Il Corriere delle Dame vuole così essere una grande piazza in cui il dibattito e il confronto riguardo i temi più caldi di questi anni si mescolano liberamente allo svago e al “piacere di essere donna”, attraverso letture più leggere sulla moda, sul tempo libero e sulla cura del proprio corpo.

Vogliamo rendere omaggio alle grandi Dame di oggi e ricordare quelle del passato, che hanno reso grande - con il loro operato - il nome che tutte noi portiamo: quello di Donna.

3. “Insegnale lo splendore della disobbedienza”
Non vogliamo essere una testata frivola, di pettegolezzo da spiaggia o di poco valore. Staremo al centro, in un contesto ideale che ci identifichi nella nostra naturale complessità, non per questo senza assumere posizione.
Vogliamo disobbedire, brillantemente, splendidamente.
Vogliamo fare di una cosciente disobbedienza il nostro valore guida: non una ribellione adolescenziale, ma una coraggiosa, elegante e - quanto mai urgente - rivoluzione culturale 4.0. Un movimento che metta in discussione la perenne necessità di un’egemonia maschile nella quale ci troviamo - nostro malgrado - tutt’ora impantanate.

Ciò che ci auguriamo di realizzare attraverso la (ri)nascita del Corriere delle Dame è una rete di comunicazione, una comunità al femminile