L’Italia Chiamò 2020: la lezione che non ci aspettavamo

L'Italia Chiamò 2020: dalla maratona musicale all'applauso collettivo dai balconi di tutta Italia, ecco un Paese che riscopre la sua identità.



L’Italia Chiamò 2020: la lezione che non ci aspettavamo

Aggiornato al 15 Marzo 2020

Una maratona di musica e spettacolo via web, insieme ai più grandi artisti del nostro Paese, con l’obiettivo di fare “squadra” e combattere tutti uniti. Pur nella distanza fisica che questo periodo di emergenza ci impone. Ieri, venerdì 13 marzo, tutta l’Italia si è unita virtualmente via web ai circa 100 artisti e personalità della cultura, scienza, economia, informazione e dell’innovazione che - dalle 6,00 alle 24,00 - si sono organizzati per dare vita al più grande live streaming di tutti i tempi con l'obiettivo di raccontare al mondo intero come l’Italia reagisce al Coronavirus.


Una maratona online apprezzata da tutti gli italiani, che hanno accolto l’appello #iorestoacasa nel rispetto delle regole ministeriali, per resistere meglio a questo periodo di quarantena e – allo tesso tempo - mostrare agli altri Paesi la nostra capacità di reazione e resilienza. Una maratona, tra conduttori radio e tv di tutte le emittenti, che è andata in onda anche all’indirizzo www.litaliachiamo2020.it (sito sul quale è possibile rivedere tutti i passaggi e gli interventi), sul canale YouTube del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e sulle emittenti radiofoniche italiane.

Tra i moderatori che hanno coordinato l’evento, passandosi il testimone, ricordiamo Ernesto Assante (la Repubblica), Barbara Carfagna (Rai1), Massimo Cerofolini (Rai Radio 1), Helga Cossu (SkyTg24), Laura Delli Colli (Fondazione Cinema per Roma, SNGI), Pierluigi Diaco (RTL 102.5), Enrico Galletti (RTL 102.5), Barbara Gasperini (The New's Room), Massimo Giannini (Radio Capital), Linus (Radio Deejay), Riccardo Luna, Stefano Mannucci (RTL 102.5), Anna Pettinelli (RDS), Barbara Sala (RTL), Nicola Savino (Radio Deejay), Marino Sinibaldi (Rai Radio3), Simone Spetia (Radio 24), Luca Sofri (ilPost.it) e Andrea Vianello (Rai1), Filippo Solibello, Marco Ardemagni,  Claudia De Lillo aka Elasti (Caterpillar AM, Rai Radio2).

A questi si sono aggiunti, anche tanti protagonisti e protagoniste del mondo della cultura, dello spettacolo, della scienza, dell’economia e dell’informazione, che si sono alternate via Skype, come - ad esempio - Manuel Agnelli, Alfa, Claudio Amendola, Alberto Angela, Maria Antonietta, Renzo Arbore, Avincola, Luca Barbarossa, Giorgio Barberio Corsetti, Franco Bechis, Manuel Bertoluzzo, Lorenzo Biagiarelli, Andrea Bocelli, Massimo Bonelli, Massimo Bottura, Alex Britti, Massimiliano Bruno, Brunori Sas, Antonio Cabrini, Calcutta, Cristiana Capotondi, Ilaria Capua, Federica Carta, Casa Surace, Daniela Collu, Carlo Conti, Luigi Contu, Eugenia Costantini, Cristina D’Avena, Lisa Dalla Via, Gigi D’Alessio, Federica De Denaro, Eugenio in Via di Gioia, Oscar Farinetti, Matteo Faustini, Pierfrancesco Favino, Edoardo Ferrario, Anna Ferzetti, Fiorello, Giovanni Floris, Anna Foglietta, Luciano Fontana.

Senza dimenticare il resto del lungo elenco: Fulminacci, Francesco Gabbani, Paolo Genovese, Claudia Gerini, Roberto Giacobbo, Giosada, Michela Giraud, Irene Grandi, Caterina Guzzanti, Sabrina Impacciatore, J-Ax, Joan Thiele, Jaqueline, I Rovere, La Municipal, Gianmichele Laino, Le Vibrazioni, Lo Stato Sociale, Carlo Lucarelli, Emma Marrone, Claudio Michelizza, Mirkoeilcane, Modena City Ramblers, Laura Morante, Motta con Carolina Crescentini, Negramaro, Orchestra di Piazza Vittorio, Andrea Petroni, Eva Pevarello, Andrea Pezzi, Pinguini Tattici Nucleari, Piotta, Giorgio Poi, Massimo Popolizio, Alessandro Quarta, Saverio Raimondo, Rancore, Marina Rei, Rockin’1000, Ron, Matteo Rovere, Dario Sansone, Young Signorino, Daniele Silvestri, Ema Stokholma, Anna Tatangelo, The André, The Jackal, The Pills, Carlo Verdone, Alessandro Vespignani, Paolo Virzì, Yuman, Fabio Zaffagnini.
 
Ma non è tutto. Ieri pomeriggio alle 18:00, i cittadini si sono fermati per affacciarsi alle finestre di casa o dai balconi e cantare l’Inno d’Italia, accompagnati da canti e musica, bandiere, trombe e – per chi in casa non aveva altro – anche pentole e mestoli. Un momento di condivisione e partecipazione a distanza, che mostra come gli italiani – anche nei periodi di grande difficoltà – siano in grado di resistere e dare il meglio, senza perdere fiducia nel futuro.

E non è finita, perché anche oggi – alle 12.00 puntualigli italiani sono tornati sui balconi per fare un lungo applauso a tutti i medici, infermieri, operatori e collaboratori sanitari che – pur nel rischio di contrarre il virus – non si fermano e anzi restano in prima linea per prestare soccorso ai più deboli, curare i malati e per cercare nuove soluzioni per migliorare lo stato di salute di chi è stato contagiato. Un applauso che – pur nel momento di grande difficoltà – aiuta  trasmettere coraggio, solidarietà, empatia verso il prossimo, fiducia e speranza.

Ma non è tutto, perché questo momento di grande disagio – proprio come tutte le crisi – ci sta insegnando non poco. Ci sta fornendo una grande lezione di vita, sia nelle piccole che nelle grandi cose. Da questo periodo di chiusura forzata in casa, stiamo lentamente apprendendo che siamo un Popolo, che abbiamo un’identità, una forza tutta nostra che ereditiamo dalla Storia e dalla nostra Cultura. Un patrimonio unico, spesso invidiato perché irripetibile.

Da questo periodo di quarantena stiamo imparando l’importanza della solidarietà e della riconoscenza. Vedi la Cina che ha mandato un équipe medica con tonnellate di materiali sanitari e aiuti per soccorrere un partner nel momento del bisogno, anche solo per contraccambiare quello che l’Italia aveva fatto per loro nel momento più buio del loro Paese. Alcuni diranno che li abbiamo pagati questi materiali sanitari (nessuno al momento ne ha la certezza), ma – anche qualora fosse - avevamo pagato anche le mascherine che la Germania ha pensato di bloccare per impedire che arrivassero in Italia.  

In questo momento critico per il nostro Paese abbiamo imparato ad apprezzare il lavoro dei medici, degli infermieri, del personale medico-sanitario che ogni giorno (anche prima dell’arrivo del virus) si sottopone a turni massacranti pur di soccorrere tutti. Sì proprio quei medici che – in tempi normali – vengono insultati, strattonati, picchiati ogni volta in cui qualcosa non va per il verso giusto. In breve, abbiamo capito l’importanza della Sanità Pubblica, nonostante le generazioni di politici che si sono avvicendati per annientarla a favore dei privati.

Stiamo imparando (un po' a fatica) l'importanza di rispettare le regole, perché siamo sempre più consapevoli del pericolo e dell'utilità delle regole. Solo attenendoci alle direttive ministeriali e alle raccomandazioni degli esperti, potremo accorciare la quarantena e rimettere il naso fuori per tornare alle nostre vite normali.

E non è tutto, perché – da questa lezione – abbiamo imparato la straordinarietà e l’importanza dei semplici gesti, quelli che tutti – fino a pochi giorni fa – abbiamo dato per scontati, come camminare e correre all’ara aperta, prendersi un caffè con un amico, abbracciare e baciare una persona cara, sedersi in comitiva in trattoria, godersi uno spettacolo teatrale, una mostra, un concerto.

Da questa lezione abbiamo imparato che in Europa c’è ancora troppo da fare, perché – sebbene l’Italia sia stata uno dei Paesi fondatori dell’UE – oggi- anziché avere la solidarietà e la disponibilità di tutti gli altri – riceve soltanto critiche, sberleffi e qualche spicciolo. Senza parlare poi della pioggia di luoghi comuni che piovono su di noi quando a parlare sono gli stolti o gli ignoranti. In breve, chiamarla Unione è davvero un azzardo.

Quando tutto sarà finito, quando il virus sarà solo un brutto ricordo, che ci avrà lasciato qualche cicatrice ma senza toglierci il sorriso, ricordiamoci di tutto questo e facciamo in modo che questa esperienza si sia trasformata davvero in una lezione di vita. Avremo imparato qualcosa se - una volta finito tutto e ritornati alle nostre vite normali - saremo in grado di lasciare da parte l'odio, l'aggressività, l'arroganza, la presunzione per abbracciare davvero la solidarietà, l'empatia, il rispetto, la gentilezza e l'educazione.

#iorestoacasa e se tutti rispettiamo le regole #andràtuttobene

Verdiana Amorosi e Madame de Stael

Verdiana Amorosi

Verdiana Amorosi

Ha sempre avuto la passione per le lingue straniere e i viaggi. Dopo la laurea in lingue e letterature, ha abbracciato il mondo del giornalismo, collaborando per diverse testate sia cartacee che online. Dopo un lungo periodo nella redazione di un giornale immobiliare, ha scoperto per caso il mondo della seo: è stato amore a prima vista. Da allora lavora come SEO specialist e aiuta le imprese ad aumentare la loro visibilità online. Ha lavorato per diversi anni in alcune web agency romane e oggi è SEO strategist in un e-commerce. Ha fondato il Corriere delle Dame per coniugare la passione per la SEO con quella per la scrittura con l'obiettivo di creare un punto di riferimento online per le donne 4.0. Nel tempo libero fa trekking con il marito e si imbottisce di film

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