Come Abortire: Iter per l'Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG)

Se stai cercando una guida pratica sull'aborto volontario ecco gli indirizzi, i numeri utili e dei consigli pratici per affrontare questo momento.



Come Abortire: Iter per l'Interruzione di Gravidanza

L'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) - comunemente definito aborto volontario o più semplicemente aborto - consiste nel porre fine volontariamente (per ragioni che possono essere le più varie) al periodo di gestazione. L'aborto volontario consiste nella rimozione dell'embrione e - in Italia - può essere effettuato entro i primi 90 giorni dall'inizio della gravidanza, che dovrà essere certificata da un medico.

Nello specifico, la legge italiana stabilisce che entro i primi 90 giorni può ricorrere alla IVG la donna "che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito (art. 4)".

Ci sono poi situazioni particolari, per cui l'interruzione volontaria di gravidanza è consentita entro il 4°- 5° mese; nello specifico è ammesso dalla legge:
quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. (art. 6)

In entrambi i casi, il padre non ha alcuna possibilità di intervenire nella scelta, che rimane una prerogativa esclusiva della donna. Nel caso di minorenni, è necessario il consenso dei genitori o di chi ne ha la patria potestà; qualora ci fosse un rifiuto - o non fosse possibile ottenere il consenso per altri motivi - è possibile rivolgersi ad un tutore legale. Nel caso di una donna interdetta per infermità mentale, la richiesta deve essere presentata dal tutore o dal marito dal quale la donna non sia legalmente separata.

Le tecniche abortive praticate in Italia

In Italia il metodo ancora oggi più usato è quello Karman, che prevede di liberare la cavità uterina dal tessuto fetale mediante aspirazione, attraverso una cannula inserita nell’utero e collegata con una pompa che produce il vuoto. L’intervento viene praticato in anestesia.

Gli aborti terapeutici fino alla 15° -16° settimana vengono attuati con la stessa metodica di aspirazione, ma - superati i 4 mesi di gestazione - l’utero si assottiglia, per cui aumentano i rischi di emorragie ed il feto è ormai di dimensioni troppo elevate per poter essere espulso con la tecnica dell’aspirazione. Per questo, alla donna vengono iniettate sostanze idonee ad indurre un parto spontaneo. E’ bene scegliere una struttura che possa garantire la presenza di un’anestesista per poter ottenere una terapia del dolore durante il parto. Dover partorire è la prova più impegnativa a cui si sottopone una donna: dover subire il dolore di un parto per un feto morto è straziante.


L’altro sistema - purtroppo ancora poco usato - è l’aborto farmacologico, mediante l'uso della pillola abortiva RU486. In questo caso, la donna deve essere ricoverata per circa 3 giorni in una struttura ospedaliera. L’aborto farmaceutico, infatti avviene, in due fasi con la somministrazione di due pillole a distanza di due giorni una dall’altra. La prima provoca il distacco dell’embrione dalle pareti uterine e la seconda causa delle contrazioni uterine che ne agevolano l’espulsione. La procedura per questo intervento farmacologico è la stessa che per l’aborto chirurgico, in più sarà necessario il consenso al ricovero ed un controllo a distanza di qualche giorno.

Come abortire: dove e come muoversi per un'interruzione di gravidanza volontaria

Ma quale iter bisogna seguire in caso di necessità? Come e dove è possibile affrontare un'interruzione volontaria di gravidanza? La prima cosa che dovete fare è accertare ufficialmente - con metodo inequivocabile - l'effettivo stato di gravidanza. Questo è possibile solo attraverso un esame del sangue specifico (beta hcg) che potete effettuare in un qualsiasi laboratorio analisi (anche privato, dove il costo generalmente non supera i 25 euro e le risposte sono consultabili in giornata, anche per via telematica).

Una volta accertato l’effettivo stato di gravidanza, referto delle analisi alla mano, dovete recarvi presso un consultorio di zona (potete contattarlo telefonicamente o andando personalmente). I consultori, che hanno un ruolo fondamentale in questo ambito, hanno il compito di:

  • informarvi su tutti i diritti sociali, servizi assistenziali e sanitari delle strutture pubbliche operanti sul territorio e su tutti i diritti previsti sul posto di lavoro
  • prestare un contributo per far superare le motivazioni che inducono all’aborto
  • fornirvi il certificato che occorre per richiedere l’intervento o informarvi sulle strutture che lo rilasciano
  • informarvi su tutte le strutture pubbliche o private convenzionate dove poter eseguire l’intervento.


Per poter ottenere il certificato, occorre portare:

test di gravidanza di un laboratorio analisi
documento di riconoscimento valido
tessera sanitaria (STP o ENI per le donne straniere)


Durante il colloquio con il medico del consultorio, vi verranno esposte tutte le informazioni sopra elencate. Una volta terminato, il medico rilascerà il certificato dell’avvenuto colloquio e da quel momento avrete 7 giorni di tempo per riflettere ancora sull’opportunità di questa scelta. Qualora il vostro stato di salute fosse in pericolo o foste in prossimità della scadenza dei 90 giorni previsti dalla legge - il medico ha la possibilità di esentarvi dal periodo dei 7 giorni apponendo sul certificato la dicitura ”urgente”.


Alcuni consultori offrono la consulenza anche di uno psicologo e/o di un’assistente sociale (spesso questo tipo di servizio è gestito da gruppi e associazioni pro life che tendono a far desistere la donna dal suo intento); sappiate che non è obbligatorio accettarle. Molti consultori gestiscono direttamente le liste d’attesa delle strutture dove è possibile effettuare l’IVG, ma non tutti.

In quali altri modi potete ottenere il “certificato” per l’interruzione di gravidanza?

Oltre che presso i consultori, potete recarvi anche presso il vostro medico di famiglia, il vostro ginecologo o qualsiasi altro ginecoloco consultoriale, ospedaliero o anche privato. Il medico effettuerà una visita ed - eventualmente - anche una ecografia per accertare lo stato di gravidanza e prenderà atto della tua volontà di interromperla. Al termine della visita, metterà tutto nero su bianco sul certificato, con il quale potrete effettuare la prenotazione per l'interruzione di gravidanza in qualsiasi struttura pubbica o privata convenzionata.

Nel frattempo che passino i 7 giorni stabiliti dalla legge, potete cercare personalmente una struttura dove eseguire l’intervento. La maggior parte degli ospedali accetta direttamente le donne che ne fanno richiesta, alcuni accettano solamente quelle segnalate dal consultorio, altri ancora accettano solo richieste del proprio territorio. In ogni caso, la ASL di appartenenza ha l’obbligo di garantire l’intervento o di fornire informazioni sulla struttura più vicina dove si possa eseguire, ma ciò nonostante per molte donne la possibilità di fruire della legge 194/78 diventa un percorso ad ostacoli.

A chi potete rivolgervi in caso di difficoltà a praticare l’IVG?

Per tentare di sostenere e difendere i medici abortisti, anche attraverso il supporto di avvocati, e per avere la possibilità di confrontarsi fra loro, nel 2008 è nata l’associazione LAIGA. Tra i primi atti di questa associazione c’è stato quello di stilare un elenco di tutti i medici non obiettori sul territorio nazionale per poter poi indirizzare nella giusta struttura chi ha bisogno di ricorrere a questa pratica.

Il numero di telefono dell'associazione è 338-7553490Esiste anche una pagina Facebook con cui potete entrare in contatto tramite messaggio privato per chiedere aiuto.

Un’altra associazione cui vi potete rivolgere per chiedere supporto, in caso abbiate difficoltà è l’associazione Vita di Donna dove al numero di telefono c'è sempre qualcuno che risponde (tutti i giorni, festivi compresi) 366-3540689 (per richieste urgenti) - 333-9856046. Se così non fosse potete scrivere al seguente indirizzo (vi risponderanno entro 24 ore): info@vitadidonna.it.

 

L'aborto volontario in strutture private convenzionate

Qualora non riusciate a risolvere in tempi rapidi, potete rivolgervi direttamente ad una delle strutture private convenzionate, dove il percorso è più semplice (ci sono molti meno pbiettori) e più rapido (come in tutte le cliniche private). In questo caso, naturalmente, i costi sono nettamente diversi e decisamente più alti; per tutto l'iter - che comprende visite ed ecografie preliminari, ricovero, intervento e controlli successivi vanno da un minimo di 900 ad un massimo di 1.500 euro, perchè ogni clinica applica il suo tariffario. Ricorrere ad una struttura privata è sicuramente più costoso, ma qualora i tempi fossero stretti e il vostro disagio fosse troppo difficile da sostenere, sappiate che avete la psosibilità di accelerare i tempi (anche se non è sempre così) ricorrendo a una di queste strutture.

Un altra possibilità da considerare e valutare - qualora i tempi siano particolarmente stretti - è l'opportunità di andare in un'altra regione (sì, i viaggi della speranza) dove il numero di obiettori negli ospedali pubblici è inferiore. Ad esempio a Torino e Firenze ci sono meno obiettori ripetto ad altre regioni, pertanto potrebbe valer la pena contattare anche queste strutture.

Qui trovate l'elenco di:
strutture pubbliche e private convenzionate del Lazio per l'interruzione volontaria di gravidanza
strutture pubbliche a Milano
strutture di tutta ITALIA

Naturalmente, non auguriamo a nessuno di dover ricorrere alla pratica dell'aborto, ma poiché è una circostanza che coinvolge ogni anno centinaia di donne in cerca di aiuto e soluzioni concrete, abbiamo ritenuto opportuno creare una guida ad hoc, con informazioni pratiche e indirizzi utili.

Angela Agresta

Angela Agresta

È nata a Marina di Catanzaro, adora il mare e si è sempre chiesta: perché vivo in collina? Alla nascita della sua seconda bimba “ha smesso di lavorare” per fare la mamma a tempo pieno. Quando sono diventate due splendide donne, ha iniziato a dedicarsi a tutto ciò che le era sempre piaciuto, ma per cui non aveva mai avuto abbastanza tempo. Ha imparato a realizzare splendidi oggetti con la tecnica dell’invetriatura Tiffany, ha frequentato un corso di giardinaggio, uno di pasticceria professionale e uno di fotografia. Il risultato? Da come il suo giardino si inonda di colori in ogni stagione, da quanto sono apprezzati i suoi dolci e le foto con cui spesso immortala tutto… ritiene di non aver seminato sul cemento armato! La sua ultima passione è il Tai Chi, una meravigliosa disciplina orientale di cui avrà modo di parlare in queste pagine.

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